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06 ottobre I tipi e le tipe da palestra....fenomenologiaQuando entri nella sala attrezzi di una palestra trovi un piccolo mondo incantato, popolato da esseri umani di tanti tipi che vivono a loro modo l'esperienza mistica di "farsi il fisico". Questa cronaca, tra l'altro, non è nemmeno particolarmente enfatizzata perchè la MIA palestra non è mica come quella dove andavo prima a via Luigi Guercio...In quel "tempio" la scienza, la tecnica, l'autoesaltazione e l'organizzazione maniacale regnano sovrane in ogni angolo costringendo un povero cristo che vuole soltanto perdere un paio d'orette a settimana a sentirsi clamorosamente inadeguato/demotivato. In questo "tempietto", invece l'uomo è già più essere umano, e c'è spazio anche per le sue debolezze. Resta il fatto che quando entri in una sala attrezzi questo mondo incantato ti si presenta davanti agli occhi senza che nemmeno devi fare grande sforzo di immaginazione. E riesci ad osservare gli "stereotipi" con grande divertimento. Quello che ci crede e lotta col cuore è senza dubbio il primo a venirti davanti. E' vestito con tutta roba che fa risaltare il bicipite e il pettorale e trasuda sudore da ogni poro. Te lo immagini più che trentenne e pure un po' brutto. Si aggira per la palestra con fare concentrato ed ha in testa soltanto il risultato finale, u fisik. Dopo averlo osservato per più di 30 secondi non ti spieghi come possa comprare tutta roba di 3 taglie inferiori e come non gli scoppi addosso il pantaloncino. Non ti guarda manco, e si gira di soppiatto soltanto quando nota la tipa carina, ma in fondo non gliene frega granchè perchè la sua donna in quella sala è il bilanciere. Si esalta quanto più lo riempie di pesi e dopo aver fatto la dodicesima serie da 5000 chili si aggira piano piano per la palestra con fare soddisfatto guadandoti con lo sguardo di chi dice: "provaci, pirletti, a fare meglio di me". E' anche una forma di riscatto sociale. Proprio mentre il palestrato doc vaga per la saletta, ecco che ti piomba davanti il suo "probabile erede". E' il secondo stereotipo. Ha tra i venti e i trent'anni, è fisicato ma non troppo, ha più speranze di costruire il fisico armonioso alla Brad Pitt di quello di prima ma ne deve mangiare filoni di pane per arrivarci. E' progressivo nella crescita dei suoi sollevamenti e delle sue serie ed è anche più curato nell'abbigliamento. Ci tiene ed è un po' fissato, ma con equilibrio e con nonchalance. Ogni tanto si dà una passatina pure alla pettinatura affinchè il sudore non la rovini più di tanto e di solito è molto attento anche alla fauna femminile che popola la palestra. E' rigoroso nell'applicazione degli esercizi e quando si aggira per la sala ha lo sguardo di chi dice: "ce la farò a diventare un figo da paura, mi basta giusto un pochino". Di solito questo secondo stereotipo passa pochissimo tempo alla cyclette perchè gli attrezzi sono prioritari. Invece c'è chi utilizza la cyclette per dialogare e passare un po' il tempo. Sono le ragazzine, quelle che a stento hanno venti anni, e che vanno in palestra anche e soprattutto per stare insieme. Sono più legate al loro cellulare che agli attrezzi e alla bici, tant'è vero che se non ce l'hanno in tasca lo portano appresso nella borsetta anche in sala o addirittura lo poggiano su un muretto per consultarlo ogni 5-10 minuti. Le ragazzine qualche volta fanno anche le lezioni di aerobica e simili, ma spesso sono disincantate e salvo casi sparuti non sudano come Bonolis perchè non gliene frega di sporcarsi le mani con sti attrezzi. Si divertono e parlano spesso insieme, e ti fanno sentire pure un povero vecchio. Perchè i tiemp bell' i na' vot, di quando stavi al Liceo o all'Università non torneranno più. Loro si aggirano nella sala con lo sguardo di chi dice: "vediamo di passare presto st'oretta così facciamo finalmente cose divertenti e usciamo da sta gabbia dorata piena di puzzoni". La categoria che preferivo e preferisco ancora, però, è sicuramente un'altra. E' il popolo delle quaranta-cinquantenni. Nel corso degli anni si sono evolute (almeno nella mia osservazione), ma hanno tenuti intatti alcuni aspetti magici. Sono vestite in modo precisissimissimo, e spesso anche truccate. Portano anche orecchini costosissimi, bracciali e collane perchè s'edda vere' che sono persone di un certo livello e soprattutto hanno sempre abiti strettissimi e probabilmente scelti dopo 2 ore di consultazione in negozio. Perchè s'edda pure vere' che il fisico negli anni non si è scassato (o quasi) e che hanno grande stile. Su di loro si concentra molta dell'attenzione degli istruttori, e, anzi, se gli istruttori non le cagano sono loro a chiedere udienza per ogni fesseria. Il loro must sono gli esercizi per le gambe e il fondoschiena, e lo specchio è il loro migliore amico perchè non sia mai che si inizia a vedere qualche segnale di vecchiaia o di scombino facciale. Sono meravigliose, soprattutto le cinquantenni, perchè ci credono veramente un sacco e non se ne fregano se uno come me le guarda e pensa: "Gesù gesù, potevi venire in palestra vestita in modo normale. E lascia perdere la palestra perchè tanto non è quell'esercizio che ti fa essere ancora gradevole. Il fascino o ce l'hai pure a cinquant'anni o non lo avrai mai". Loro sì che vengono in palestra per dire al mondo: "noi ci siamo ancora, è inutile che guardate le ragazzine perchè siamo ancora più fighe noi". La sala è praticamente piena, ma non posso evitare di notare l'unica e vera tipologia di essere umano da palestra che veramente ha la mia vicinanza e solidarietà. Ne fanno parte quelli grassi/grasse, che sperano nella palestra per risolvere il problema dell'obesità e che davvero ci provano a lottare col cuore perchè questa cosa li fa soffrire da pazzi. Non riesco ad immedesimarmi per ovvi motivi, ma loro sì che DEVONO ottenere risultati con la palestra per sentirsi motivati nella loro battaglia. Io tifo per loro. Poi ci sono anche altre categorie di animali da palestra, ma sono residuali. Ci sono le ragazze di venti e trent'anni per lo più annoiate, che vanno in palestra un po' scazzate e hanno la faccia di chi spera sotto sotto di trovare un tipo carino per chiacchierare e scambiare il numero piuttosto che fare esercizi e sudare. Ste tipe vestono fashion e sono curate, ma giusto perchè per loro la sala attrezzi è come la rotonda o il privè del Miami. Ci sono i ragazzi ventenni,anche loro molto annoiati, che sono là o per perdere giusto qualche chiletto o per stare con gli amici e ricercare la tipa. Pure questi ascoltano annoiati i consigli dell'istruttore e guardandolo pensano che tanto "chissenefrega", dopo ci sta la partita e me la vado a vedere. La cosa divertente è che, come SEMPRE in tutti i luoghi di incontro, anche se non si conoscono alla fine i ragazzi trovano sempre il modo per parlare e fare gruppetto. Gli argomenti di discussione sono sempre i soliti due: il calcio e la cara e vecchia ..... Basta che due inizino a parlare di una squadra qualunque, pure del Pergocrema, e comincia il conciliabolo da Bar Sport, oppure basta che passi una tipa più o meno carina che si dà il via ai commenti. Ed è anche in quella sede che spesso scopri gli amici dell'altra sponda. E' sufficiente che non mostrino interesse per nessuna delle due cose e li hai sgamati. Mentre invece i gruppi eterogenei di ragazze non "fanno gruppo" e si fanno i reciproci cavoli propri. In tutto ciò....voi direte....e tu, caro il mio Debosciato, di che categoria fai parte? Io? Io speriamo che me la cavo. CommentiPer aggiungere un commento, accedi con il tuo Windows Live ID (se utilizzi Hotmail, Messenger o Xbox LIVE possiedi già un Windows Live ID). 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