| Profilo di GiurivGiùFotoBlogElenchi | Guida |
|
06 novembre Pianificazione o immanenza?Ieri sera chiacchieravo con una persona che mi diceva: “se già oggi ad un piccolo scossone ci sono problemi, figuriamoci in futuro, quando probabilmente il nostro progetto di vita ci porterà a fare proprio quel tipo di vita. Se ora è così, figuriamoci cosa succederà in futuro. Tu che ne pensi?”. Ho sempre pensato all’importanza della progettualità come pietra miliare dell’esistenza di ognuno. Quindi anche mia. Sin da piccolo ho sempre pianificato tutto o quasi tutto, ossessivamente e molto lucidamente. Dal tempo di percorrenza da un posto all’altro per essere puntuale, fino al futuro lavorativo, all’età per raggiungere determinati obiettivi, al matrimonio ecc… Ragionando anche per obiettivi minimi, graduali, per gradini. Pensando a cosa avrei ottenuto con le tappe intermedie. E pensando al fatto che deviazioni dal percorso sarebbero state deleterie se si guardava all’obiettivo finale. Cosa succede oggi, cosa faccio oggi, era parametrato con quello che avrei dovuto o voluto fare domani. Per trovare il senso all’oggi bisognava trovare un senso anche al domani. Per forza. Non sono mai sceso a compromessi con il futuro, ma con il presente sì. La domanda di oggi è: ha senso, è giusto fare progetti e programmare un’esistenza e i suoi momenti oppure ha più senso vivere alla giornata pensando a domani (al massimo) e quasi mai al dopodomani? Io una risposta me la sono data, ma è drogata dall’esperienza di vita e quindi è parziale e probabilmente superficiale. La mia esperienza di vita dice che il 90% delle idee che avevo e dei progetti che mi ero costruito nella mente hanno poi subito un profondo cambiamento una volta affrontata la realtà quotidiana. Non sto parlando di peggioramento, né di miglioramento. Parlo solo di CAMBIAMENTO. Avevo pianificato di studiare economia per diventare un manager di una importante azienda, che fosse più internazionale possibile e più lontano possibile. E quando è stato il momento di andare più lontano possibile nell’azienda più internazionale possibile ho visto che non era la mia dimensione. Avevo pianificato di sfruttare al massimo il mio talento, forse l’unico, con le parole e con le tastiere dei computer e invece mi trovo (per fortuna) da anni a sfruttare le mie (presunte) qualità con i numeri lasciando alle parole soltanto il residuo. Avevo pianificato di non cascare più nel marasma delle imprese e di dedicarmi alla professione libera dopo l’ennesima delusione, ed invece ci sono rientrato con più entusiasmo di prima dopo una telefonata da Bari. Avevo pianificato di sposarmi presto, e avevo anche pianificato che sarei stato più forte e più solido di tutto il sistema che mi avrebbe circondato, della disoccupazione, delle difficoltà di tanti miei coetanei, della mia adattabilità alla sede di lavoro, dello stipendio ecc… Non erano “sogni” di un visionario, né megalomanie di un pazzo fottuto. Erano solo pianificazioni. Che testimoniano un metodo, un orientamento. Ma che la realtà può facilmente divertirsi a smontare attraverso una persona, un momento storico positivo o negativo, un momento personale di euforia o depressione, una delicata situazione familiare, una telefonata sbagliata o giusta. Di quelle che ti cambiano la vita, le scelte e gli orientamenti. E ti fanno saltare il banco della pianificazione, in meglio o in peggio. E ti fanno vedere il presente con occhi diversi da quelli di prima. Anche in questo periodo mi dicono continuamente che bisogna essere lungimiranti, che è necessario pianificare con un occhio al presente e uno al futuro. Che pure una carriera va pianificata, perché partendo da solide basi e da grande motivazione poi è difficile che la realtà futura si discosti tanto da quel progetto. Ma intanto, si corrono due rischi al di là della disillusione da un qualunque sogno. Il primo è che poi ci si trovi a maledire un qualcosa o qualcuno che non esiste se ti salta il banco. Perché non sempre è colpa/merito di qualcuno se si verifica il tuo progetto. Il secondo è che inseguendo il progetto, lucido o folle che sia, perdi un po’ di vista il presente, l’emozione del momento, il sapore della giornata e del breve periodo. Perché nel breve periodo l’oscillazione del grafico è molto maggiore e si va su e giù come un fondo azionario di Ubi Pramerica, ma almeno quando si raggiunge il picco positivo puoi godere compiutamente. E basta. D’altro canto le controindicazioni dell’altro sistema potete intuirle anche voi. E quindi qual è la soluzione? Esiste una terza via un po’ meno razionale e più emozionale e contemporaneamente un po’ più razionale e meno emozionale di quell’altra opposta a quella originaria? CommentiPer aggiungere un commento, accedi con il tuo Windows Live ID (se utilizzi Hotmail, Messenger o Xbox LIVE possiedi già un Windows Live ID). Accedi Non hai ancora un Windows Live ID? Registrati RiferimentiL'URL di riferimento per questo intervento è: http://giuriv.spaces.live.com/blog/cns!674962A0473A4BA!1305.trak Blog che fanno riferimento a questo intervento
|
|
|